Si tratta comunque del mio cuore che imperterrito trova continuità e vuole protendersi all'errore scegliendo di compierlo ancora, ma in modo sempre più naturale.
Errore? ... vagamento erratico.
Vagare... muovere... andare ciecamente al bisogno di luce.
Il poeta è facitore di luce.
Pur se abbagliato d'amore, abbacinato di passione, annebbiato di eccessi, abbuiato di dolore, oscurato dalla perdita, abbrunato dall'assenza, il poeta crea ciecamente la luce e la dispone per poterne amministrare anche l'ombra.
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1 commenti:
Cose come questa mi lasciano interdetto, tra l'incredulità e la rabbia, tra gli spasmi di una tragicomica risata e una profonda tristezza di fondo, per l'esistenza (soprattutto in posizioni di potere) di forme di vita "umana" tanto poco evolute.
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