Si tratta comunque del mio cuore che imperterrito trova continuità e vuole protendersi all'errore scegliendo di compierlo ancora, ma in modo sempre più naturale.
Errore? ... vagamento erratico.
Vagare... muovere... andare ciecamente al bisogno di luce.
Il poeta è facitore di luce.
Pur se abbagliato d'amore, abbacinato di passione, annebbiato di eccessi, abbuiato di dolore, oscurato dalla perdita, abbrunato dall'assenza, il poeta crea ciecamente la luce e la dispone per poterne amministrare anche l'ombra.
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se qualcuno si affaccia su questo blog, avrà notato che da tempo non rinnovo le notizie o lo faccio solo sporadicamente
sono in giro e, quando ogni tanto torno, sono molto impegnato...
dunque questo no-post di servizio solo per dire arrivederci a presto... spero in autunno
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