l'arte non può parlare di libertà
ma deve parlare di liberazione
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17 gennaio 2011

il compleanno di Antonio Gramsci


domenica 23 gennaio, nel cinema di Ales, ultima giornata dell'evento "Il nostro Gramsci" organizzato dalla casa natale di Antonio Gramsci per i 120 anni della sua nascita - una grande serata con Marcello Fois, Giulio Angioni, Michela Murgia, Gavino Angius

concerto di chiusura
per Gramsci e per Sanguineti

con una riedizione dello "storico" trio:
Alberto Masala, Paolo Angeli, Riccardo Pittau

buon compleanno al nostro Gramsci!

120 anni - e non li dimostra ....

ROGHI


l’arte e la letteratura non possono parlare di libertà: mentirebbero come i celebranti che pronunciano abusivamente questa parola

ma devono parlare di liberazione

...rompiamo le linee del controllo
coltiviamo tensioni di liberazione


riprendo qui l'appello dei Wu Ming  e lo sottoscrivo



Se tacessi o mi accodassi all'impeto giustizialista che in questo momento arieggia l'Italia, mi sentirei un verme

Non ho opinioni in proposito alla vicenda Battisti perché la mia vita è sempre stata diametralmente distante dalle questioni della 'lotta armata' o della 'armata' tout-court... Ho invece forti opinioni su cosa sia l'etica della giustizia: mai mi ha confortato una certezza né un preconcetto.
Sulla questione non saprei cosa dire, dunque mi baso sulla mia propensione a coltivare uno sguardo non prevenuto né giustizialista. Come si diceva una volta per definire un'attitudine alla limpidezza: uno sguardo onesto. 
E se ho un'esigenza, dunque, è quella della chiarezza su anni oscuri, stragi, omicidi e trame in cui lo Stato con i suoi Servizi deviati è certamente il primo attore.

Dato che credo che Battisti NON abbia avuto un giusto ed accurato processo, già tempo fa presi posizione sulla questione. Qui un mio post del 2007 in cui riportavo interventi "fuori dal coro", e, a mio parere, degni almeno di sollevare dubbi...

Non voglio aggiungere molto rispetto a ciò che ha scritto Lello Voce e che mi trova sostanzialmente d'accordo.

Oggi, dopo l'azione dell'assessore veneto Speranzon, ex-missino/berlusconiano che tenta di interdire i libri dei firmatari dell'appello dalle biblioteche pubbliche della sua provincia, sono certo di una cosa: Battisti non è né mafioso né stragista, dato che ad attaccarlo è uno il cui ex partito ed il cui partito attuale era ed è pieno di conniventi mafiosi e stragisti. (il MSI lombardo-veneto forniva il meglio della manodopera stragista del periodo...)

Detto questo sulle trame, taccio sull'ignoranza e la malafede: si definiscono da soli. Tutto il resto dovrebbero accertarlo i giudici in un'indagine giusta e non forzatamente viziata (come è stato finora).

Per il momento, istintivamente, dichiaro di essere felice del fatto che Battisti non si trovi nelle mani di questi boia.

il link ad un articolo su Carmilla, interessante ed argomentato, che seriamente analizza l'inconsistenza delle accuse a Battisti - nominato d'ufficio (è davvero il caso di dirlo) capro espiatorio con accuse approssimative, discutibili, e mai documentate.

03 gennaio 2011

BUON ANNO

utopia



particolari dell'utopia (clicca per ingrandire)