Olbia è un vero laboratorio. Mi diranno che lo ripeto come un mantra, mi diranno che non si può parlare in maniera così indifferenziata di un intero territorio, mi diranno che ovunque esistono le sfumature e le gradazioni...
Rispondo che lo so. Ne sono pienamente consapevole. Ma so anche che il carattere generale di un territorio e dei comportamenti dei suoi abitanti si può e si deve estrarre in base a dati che vengono riconfermati (e a volte accresciuti) nel tempo. E che può essere dedotto analizzando la qualità dei suoi rappresentanti.
Olbia è il miglior laboratorio che il berlusconismo abbia in tutta Italia. Un centro cresciuto spudoratamente e senza regole, rifugio e
buen retiro di speculatori, massoni, riciclatori, icona protetta della peggior apparenza e superficialità, accozzaglia di false architetture umane e ambientali, Olbia è ciò che l'Italia si prepara ad essere nel caso vincano "loro", o meglio: è dove "loro" hanno già vinto.
Tutto cominciò quando, senza alcuna resistenza, si impiantò la più moderna forma di colonizzazione, modello per la becera speculazione successiva: cambiato il nome del luogo da
Monti di Mola in
Costa Smeralda, spodestato quindi anche della propria identità ancestrale - io sostengo che accettare questo è come vendersi la madre - già dai primi anni settanta la
Terranoa dei sardi, costruendo un
Palazzaccio (così si chiama) su importanti resti archeologici, diede il primo segnale dei tempi: un intero consiglio comunale a maggioranza democristiana acquistato in blocco (e rimasto impunito), totale disprezzo del territorio, resa incondizionata alla speculazione.
Savina Dolores Massa è di Oristano, e, anche se la Sardegna è un'isola, ancora ci sono difficoltà di comunicazione fra le sue regioni interne. Quando l'hanno invitata a presentare
Mia figlia follia, bellissimo romanzo edito dal Maestrale, non sapeva fino a che punto fossero arrivate le sperimentazioni.
La cultura per questa gente è un'opzione chic che al massimo può fare da contorno e
pendant ad una abbronzatura o ad un convegno di seni rifatti, sospendere il respiro di mostruose bocche formato wurstel, apparentemente spalancate per la meraviglia ma in realtà impossibilitate a serrare le labbra già due mesi dopo l'operazione. La letteratura può toccare il cuore della gente? Sì, ma, per scansare i pericoli, questa fantastica casta ha in dotazione un apparato antiproiettili (affettivi e culturali) appositamente ideato per loro: ha la forma di un portafoglio, può contenere danaro e carte di credito, e va tenuto esattamente sul cuore per impedire qualsiasi irruzione di raggi sensibilizzanti.
Questa è Olbia, che giudica il libro di Savina
"osceno e pericoloso" per un episodio di amore omosessuale. Infatti, chiamata alla rassegna
Sfogliare con classe, si è vista poi con questa motivazione revocare l'invito.
Questa è Olbia, e questi sono i suoi amministratori, fedeli esecutori di una politica
oscena e pericolosa, quella sì... davvero... per la democrazia e per la Sardegna.
Questa è Olbia: la capitale mondiale del Berlusconismo.
Nel suo blog è lei stessa a raccontare l'episodio edificante.
Savina, non disperare: questa revoca ti fa onore e ti aiuta a prendere le distanze necessarie.
Non disperare: anche ad Olbia ci sono tracce di vita umana, intelligenze resistenti... sono certo che saranno loro a chiamarti, e con tutto il rispetto e la dignità che tu e il tuo lavoro meritate.