l'arte non può parlare di libertà
ma deve parlare di liberazione
-----------------------------------------------------------------------------
se ti interessa avere notizie su di me... vai al sito WEB
se invece vuoi scaricare o ascoltare i miei scritti... vai a TESTI
e il mio canale video... su YouTube
oppure puoi mandarmi una MAIL
------------------------------------------------------------------------------

17 gennaio 2012

un nuovo libro

Immagine di copertina di Fabiola Ledda
esce per il Maestrale
in libreria ai primi di febbraio 

Alberto Masala
Geometrie di libertà

terza scrittura

Grandi-Tascabili
€ 12.00 - 159 pagine


Contiene due nuovi dialoghi inediti con Alessandro Giammei e Marzia D'Amico (2012) - oltre a quelli con Antonio Barocci (2002) e Luca Panzavolta (1992).
Prefazione di Roberto Barbanti.



«Dire che l’arte è morta non significa niente: l’arte muore nel momento in cui muore il bisogno di liberazione» 


dalla scheda di presentazione dell'editore: 

Questa riflessione sul senso del fare arte e poesia ai giorni nostri, copre, attraverso lo sguardo critico dell’au­tore, un percorso lungo vent’anni e scandito in tre tempi: 1992, 2002, 2012. Tre tappe, per quattro colloqui con i competenti giovani intervistatori, che cadenzano l'articolarsi di questo libro-pensiero in progress.

Sulla relazione artistica - nei suoi vari modi: l’arte e l’autore, l’arte e la società, ecc. – Geometrie di libertà trova la sua ideale formulazione nel colloquio/dialogo. Il concetto di confronto è infatti inscritto nelle parole del titolo, geometrie e libertà, che unite sinte­tizzano l’idea poetica di Masala, perché nell’arte: «non si è mai liberi davvero… si può solo tendere, andare verso, sostenere, coltivare, difendere… e più si conoscono le sbarre e più si è abili nel segarle».

L'obiettivo più ampio è il confronto/dialogo fra culture, in una concezione del fare artistico tutt’altro che solitaria ma che elabora un’arte nel sociale, e dunque un'etica nel sociale, pur nella oggi complicata possibilità di questa connes­sione.

0 commenti:

Posta un commento