Si tratta comunque del mio cuore che imperterrito trova continuità e vuole protendersi all'errore scegliendo di compierlo ancora, ma in modo sempre più naturale.
Errore? ... vagamento erratico.
Vagare... muovere... andare ciecamente al bisogno di luce.
Il poeta è facitore di luce.
Pur se abbagliato d'amore, abbacinato di passione, annebbiato di eccessi, abbuiato di dolore, oscurato dalla perdita, abbrunato dall'assenza, il poeta crea ciecamente la luce e la dispone per poterne amministrare anche l'ombra.
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oppure puoi mandarmi una MAIL
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11 agosto 2010

Caro Brigadiere, sono soldi spesi male

Da sempre registro l'accesso ai miei blogs da parte di funzionari pubblici che, invece di lavorare, si preoccupano di monitorare il sottoscritto tutte le volte che un mio post parla di Governo e Governanti, Ministeri, Militari, Pubbliche Amministrazioni, Israele e Palestina, e così via.
Evidentemente un Pubblico Dipendente, pagato con i nostri soldi, svolge regolarmente questa inutile e dispendiosa funzione.

Non ho niente contro di lui, poveretto. Così gli dicono ed esegue acriticamente. Ma sorvegliare proprio me! un eccesso di zelo che serve solo ad alzarmi lo share degli accessi.

Comunque non gliene voglio, anzi, gli dedico questo affettuoso post giusto per fargli un po' di compagnia. Voi, miei ventiquattro lettori, non leggetelo:


"Caro Brigadiere, scommetto che non le scrive mai nessuno... sono certo che si annoia a morte... abbia pazienza e pensi che sta maturando la pensione per tornare un giorno al paesello. Che si deve fare per campare!

Cosa troverà in ciò che scrivo? Niente di cattivo né di pericoloso, certo. Al contrario di Lei non impugno armi per profonda convinzione spirituale. Poi, come Lei, io non rubo, non evado le tasse... e come quel vanitoso coglione di D'Annunzio o quel cretino impunito di Marinetti, o come perfino il Ministro Bondi e forse anche Lei stesso, al massimo scrivo poesie. In più le leggo in pubblico... ma ha ragione: è meglio sapere piuttosto che no... Intanto fa bene a portarsi avanti col lavoro: se tornano loro, i fascisti (e a volte si ha proprio l'impressione che siano lì lì... ogni giorno una nuova conquista, così la gente si abitua lentamente, si forma all'idea...), se tornano, dicevo, avrà già selezionato il materiale e si farà tutto più in fretta: epurazioni, confino, carcere... e non oso pensare al peggio a cui la Storia sta piano piano tentando di abituarci anche nel quotidiano (ha presente Genova? Abu Graib? CPT?, Libia?). Ha ragione, non siamo più nel Ventennio: meglio procedere su basi scientifiche.
Vedo la scena, il suo computer sotto il poster dei generali argentini, il bustino di Mussolini sulla scrivania, Pinochet (il Vaticano l'abbia in gloria) sullo sfondo del pc.

Ma ora mi tolga una curiosità: non prova mai schifo sapendo che i suoi ordini discendono da alte disposizioni di delinquenti collusi con le peggiori mafie? Non ha mai un moto di repulsione sapendo che chi dispone in alte sfere è complice delle peggiori stragi (Bologna, Piazza Fontana, Brescia, Italicus... mai trovati i mandanti) degli ultimi 50 anni? Non le fa ribrezzo nemmeno un pochino sapere che i migliori ed i più onesti fra i suoi colleghi (Falcone, Borsellino, gli uomini di scorta...) sono stati trucidati proprio da quel potere da cui riceve ordini e stipendio? Ci pensi ed abbia il coraggio di guardare il mondo con i suoi occhi, non con i loro. Un caro saluto e prometto di tornare a trovarLa. Lei intanto venga quando vuole, la aspetto."

ecco qui solo alcuni fra gli ultimi accessi da me osservati perché non ho voglia né tempo da perdere a starci dietro


13.04.10 - 15:53:52 - Presidenza del consiglio dei ministri Italia (Chrome 4.x Windows XP)
- post che dice che "IO STO CON EMERGENCY"
- miei post sul viaggio in Iraq

04.05.10 - 15:50:28 - Ministero dell'interno Italia (Firefox 1.x Windows 2000)
- controllo di routine, continuano i post sul viaggio in Iraq
- beccato post sui finanziamenti dell'Assessorato alla Cultura della Sardegna alla propaganda militare nel vergognoso Salone del Libro di Macomer.

05.05.10 - 14:47:43 - Ministero della giustizia- dip.org.gi.. Italia (Explorer 8 Windows XP)
- il giorno dopo il post viene rivisto insieme a un Superiore per verificare se ci siano gli estremi per il reato di Lesa Maestà.

25.5.10 - 11:05:09 - Ministero dell'interno Italia (Firefox 3.x Windows XP)
- controllo di routine, continuano i post sul viaggio in Iraq

giugno (visto, ma mi sono scordato di trascriverlo)
- post FB sulla cultura nella scuola e lo zio (sospetto pedofilo) della Gelmini

12.07.10 - 11:34:34 - Ministero dell'interno Italia (Firefox 3.x Windows XP)
- controllo di routine, petizione per i bambini Rom del Kosovo

11.08.10 - 10:21:17 - Ministero dell'interno Italia (Firefox 3.x Windows XP)
- post sulla legge Balilla. I sospetti vengono confermati.

Buon lavoro.

10 agosto 2010

PROVE DI FASCISMO: LEGGE BALILLA

ERRATA CORRIGE

per una mia stupida svista, ingannato dal nome (che non ho dato io), non avevo notato che la mini-naja per ora si propone a giovani dai 18 anni - correggo dunque il post con una considerazione: a quando anche i bambini?


C'è da sperare:
nuovi investimenti per la cultura giovanile. 

Su iniziativa di tre ministeri, Economia (Tremonti), Politiche Giovanili (Meloni) e Difesa (La Russa), un mese fa, nel silenzio quasi totale, è stata approvata una legge, il Ddl n. 2096 del 1 aprile 2010, altrimenti detta Legge Balilla. Lo scopo è incoraggiare i giovani a conoscere ed apprezzare la vita militare formandoli alla disciplina delle caserme, alla conoscenza delle gerarchie, ad essere pronti a morire per la patria. Ecco la loro cultura, che distoglie i fondi dallo studio per riversare ben 20 milioni di Euro in questa iniziativa così 'formativa' e necessaria durante la quale ai ragazzi insegneranno anche l'uso delle armi.

ed ecco l'articolo tratto da Peacereporter



Al via la mini-naja prevista dalla 'legge Balilla' voluta dal ministro La Russa

"Siamo soddisfatti degli esiti che hanno visto i ragazzi impegnarsi oltre i loro limiti personali per non cedere, cementare tra di loro un sano spirito di corpo, e soprattutto recepire i valori e il significato di fare il soldato, il cittadino soldato, valori che oggi, con la sospensione della leva, sono sempre meno diffusi e meno percepiti dalle giovani generazioni''.



Con queste parole d'altri tempi il colonnello Alessandro Pinelli, comandante del 6° reggimento alpini, ha commentato la conclusione delle prove generali del progetto di mini-naja: brevi corsi di formazione militare volontari voluti dal ministro della Difesa Ignazio La Russa per ''rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori promananti dalle forze armate'' tra i giovani.

La legge Balilla (Ddl n. 2096) approvata un mese fa come emendamento alla manovra finanziaria, prevede l'avvio, dopo l'estate, di stage di tre settimane per giovani volontari di età compresa tra i 18 e i 30 anni e in possesso di idonei requisiti fisici, morali e di condotta. Costo dell'iniziativa, per i prossimi tre anni: 20 milioni di euro.

''La campagna informativa non è ancora cominciata, ma già sono migliaia e migliaia le domande che arrivano'', ha dichiarato trionfante La Russa alla stampa, spiegando che ''quest'anno si comincia dal 13 settembre, con un corso al quale parteciperanno 1.200 ragazzi e ragazze. Dal 2011 saranno invece 5.000 l'anno''.

Dopo un primo test sperimentale di quindici giorni effettuato lo scorso settembre con 145 ragazzi presso l'85° reggimento addestramento volontari di Verona, a fine luglio - subito dopo l'approvazione della legge - altri 250 giovani volontari hanno indossato la divisa per dieci giorni (previo versamento di cauzione) per le prove generali della mini-naja.

Dopo la 'vestizione', avvenuta presso la stessa caserma veronese, 120 ragazzi sono stati inviati al 6° reggimento alpini a San Candido (Bolzano), 90 al Centro addestramento alpino di Aosta e 40 alla scuola di paracadutismo della brigata Folgore di Pisa. Dieci giorni di vita in camerata e di addestramento militare teorico e pratico. Dieci giorni di vita militare a tutti gli effetti.

Le attività previste comprendono, tra l'altro, attività ginniche, marce, corsi di difesa personale e primo soccorso, uso di armi da fuoco individuali (tiro a segno con pistola) e lezioni teoriche su struttura e le funzioni delle forze armate, norme igienico sanitarie per la vita in collettività, procedure di comunicazione radio ed elementi di topografia.

una lettera di Marco Barone

23 luglio 2010

in Kossovo: il campo Rom su una discarica tossica

FIRMA LA PETIZIONE

Sul Guardian è appena comparso un servizio video con il mio amico poeta Paul Polansky.
Paul, che è anche giornalista ed osservatore ONU, ha scelto di vivere con i Rom del Kossovo e difenderne i diritti e la sopravvivenza.
Questo video mostra come una comunità costretta ad accamparsi su una discarica tossica, stia, a cominciare dai suoi bambini, lentamente morendo nell'indifferenza generale dei responsabili istituzionali ed internazionali.

Su 600 persone, circa 90 sono già morti in quel campo dove i neonati, quando sopravvivono, riportano danni cerebrali irreversibili. In una lettera Paul Polansky mi invita a sottoscrivere una petizione rivolta al presidente Obama per salvare gli abitanti ed i bambini. La giro a tutti voi.

Dear Friends,
For eleven years we have been trying to get the UN to evacuate the Roma camps in Kosovo where the children have the highest lead levels in medical literature. More than 89 Roma/Ashkali have died in the camps. Every child born there has irreversible brain damage, if they live.
Since the UN doesnt want to listen to our pleas on behalf of these children we are starting a world-wide petition to President Obama asking him to evacuate the camps (less than 600 men, women and children) and medically treat them at the American military base in Kosovo.

This is the web site link to join us in signing the petition

Please help us to save these children and their families.
Many thanks,

Paul Polansky


Ecco anche il sito personale di Paul Polansky

18 giugno 2010

MONDIALI


rappresentativa argentina, mondiali davvero:  con questa foto hanno già vinto



quando si tratta di soldi,
ESSI LOTTANO x 1000
come un sol uomo
ORA ANCHE BASTA



02 giugno 2010

E' stata una vera aggressione, la versione israeliana è ridicola

da Israele: azioni di solidarietà, e se volete notizie non statali, ecco Alternative Information Center...



intanto riporto integralmente un articolo di Carlo M. Miele - l'articolo originale è su Osservatorio Iraq


31 maggio 2010

“La versione israeliana è assurda. Israele sostiene che i suoi soldati sono stati aggrediti, ma le immagini che vengono trasmesse in queste ore dai media internazionali parlano chiaro: c’è stato l’assalto da parte delle forze speciali che si sono calate da un elicottero, e sono state queste ad aprire il fuoco sui passeggeri inermi. Non è possibile capire al momento l’esatta dinamica dell’incidente, ma l’idea che siano stati gli attivisti ad aggredire i soldati israeliani è semplicemente assurda”.


Vittorio Arrigoni parla da Gaza dove da tempo è impegnato come cooperante. In queste ore, insieme agli altri attivisti del Free Gaza Movement, sta seguendo le sorti della Freedom Flotilla, la spedizione internazionale intenzionata a rompere l'assedio su Gaza e assaltata la notte scorsa dalla marina israeliana.

“Siamo in costante collegamento con le imbarcazioni che si trovano ancora a Cipro, in attesa di partire per Gaza, ma non è possibile parlare con coloro che si trovano a bordo delle imbarcazioni sequestrate, e portate nel porto di Ashdod”, afferma.

Secondo la Rete romana di sostegno alla popolazione palestinese, che sta monitorando da giorni la missione della Freedom Flotilla, a bordo della spedizione ci sarebbero sei italiani, ma nessuno di loro risulterebbe nell’elenco di vittime e feriti.

“In questo momento – dice Alessandra, portavoce della Rete -  è impossibile parlare con coloro che si trovavano a bordo delle navi. Non sappiamo niente di loro, salvo che sono stati letteralmente sequestrati e condotti nel porto israeliano di Ashdod, per essere interrogati. Si tratta di una sorta di carcere preventivo. E Israele ha annunciato anche che avvierà dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti, che sarebbero accusati di ‘avere aggredito’ i suoi soldati”.

Israele afferma che a bordo delle imbarcazioni sequestrate vi fossero anche delle armi.

“È un accusa ridicola – dice ancora Arrigoni - perché prima di lasciare i porti di partenza le navi vengono perquisite da cima a fondo, proprio per assicurarsi che nel carico non vi sia nulla di illegale. Ed è priva di fondamento anche l’idea della minaccia posta alla sicurezza di Israele, visto che le imbarcazioni erano pacificamente dirette verso Gaza, senza mai entrate in acque israeliane, e sono state aggredite mentre si trovavano in acque internazionali, a 75 miglia dalle coste della Palestina”.

Israele parla di una “provocazione” da parte della missione internazionale, affermando che a Gaza non vi è alcuna reale emergenza umanitario.

“Dopo tre anni e passa di assedio – ribatte Arrigoni - la Striscia è allo stremo. Lo scorso anno Jimmy Carter dopo una visita a gaza dichiarò che il blocco sta uccidendo lentamente 1,5 milioni di persone. E poi basta leggere i continui rapporti e le denunce che arrivano dalle nazioni Unite e da organizzazioni non governative, come Amnesty International. Non serve che Israele mostri le merci presenti nei negozi di Gaza. Bisognerebbe parlare delle cose che mancano, dai medicinali, alle attrezzature mediche ai materiali edilizi. Ed è bene sottolineare che anche le merci che ci sono arrivano dai tunnel e che non tutti possono permettere. E’ vergognoso che nel 21esimo secolo un popolo debba scavare tunnel venti metri sotto terra per avere le cose di cui ha bisogno”.

Molti osservatori israeliani adesso sono preoccupati per le reazioni della comunità internazionale, ma soprattutto per quelle della popolazione palestinese che vive nello Stato ebraico e nei Territori occupati. Qualcuno arriva a prevedere lo scoppio di una terza Intifada, ma secondo Arrigoni questa eventualità al momento non esiste.

“Adesso si sta preparando una manifestazione non-violenta, che si annuncia molto partecipata, con cui chiedere l’intervento della comunità internazionale e una condanna unanime per Israele e per questo ennesimo massacro compiuto dal suo governo. Ma è triste pensare che solo fino a ieri tra la popolazione di Gaza c’era tanta attesa, tanta voglia di accogliere questa nuova spedizione internazionale. Nei giorni scorsi, ho visto la speranza e i sorrisi sui volti della gente, come non accadeva da tanto tempo”.

14 maggio 2010

Iraq: nuova intervista e riassunto delle puntate precedenti

Ecco il link ad un'intervista di Cristiano Sanna sul sito di Tiscali - se, come appare a me, vi sembrerà bella, sappiate che lo si deve alla bravura del giornalista che, al telefono, ha saputo estrarre senso dal cumulo indifferenziato e confuso delle mie risposte.

Già l'avevano fatto con altrettanta bravura anche Paolo Merlini per la Nuova Sardegna e Daniele Barbieri per Liberazione e Piazza Grande (vedi post precedente)

Io ho certo avuto fortuna, ma resta che fare giornalismo così, parlando con tipi come me, è un'arte.

grazie ancora

E già che ci siamo, solo per fare un po' d'ordine, anche il post con un mio reportage e tutti i links che l'hanno ripreso.


28 aprile 2010

Macomer: la cultura occupata "manu militari"

 la conferenza stampa con l'assessore Baire ed il colonnello Giardini


Forse pensano che questa sia cultura: il salone del libro di Macomer con i militari (pagati per partecipare) e senza gli scrittori - i librai confinati in uno stanzone col tetto che fa acqua - i libri invisibili coperti da teli di plastica.

Si è toccato davvero il fondo - oltre ci sono soltanto i roghi nelle piazze - ormai siamo al paradosso.

E loro non provano vergogna.

Ma, cosa che mi lascia davvero senza parole né speranza, i sardi di laggiù non protestano nemmeno: nessuna manifestazione, nessuna opposizione, niente.... nessuno che opponga il proprio prezioso corpo fisico all'avanzata delle truppe dell'ignoranza.

Così, mentre loro vanno avanti imperterriti, l'opposizione diventa 'meta-opposizione', l'indignazione 'meta-indignazione', con qualche sporadica voce - necessaria, per carità... - ma solo in rete.
I sardi sono ormai convinti che basti avere un'opinione e dirsela l'un l'altro per pacificare la coscienza democratica.  

E loro se ne fregano.

22 aprile 2010

VIGLIACCHI

VERGOGNA

l'eroico comportamento dei vigili urbani di Quartu S.Elena (Cagliari): in quattro su un giovane senegalese che ha l'unica colpa di vendere per strada senza licenza e rifiutare di farsi ammanettare

il comune è di centro-sinistra, retto dal sindaco dott. Luigi Ruggeri, dal quale mi aspetto che PORGA PUBBLICHE SCUSE A QUEL RAGAZZO E SOSPENDA I VIGILI PROTAGONISTI DI UN SIMILE ATTO DI VIGLIACCHERIA RAZZISTA

intanto mi chiedo:
se non avessero avuto testimoni, lo avrebbero ucciso come hanno fatto i loro colleghi di Ferrara con Federico Aldrovandi? o pestato a sangue come Emanuel Bonsu a Parma.

Chi li ha assunti? Chi li ha formati? Chi li dirige? Quale concetto hanno dei diritti umani? Che clima pericoloso e paranazista si respira oggi dentro le caserme? 

Trovo che si stia discendendo verso una china insostenibile. L'arroganza di questi delinquenti in divisa va fermata subito e con decisione.


19 aprile 2010

post provvisorio



A causa della nube islandese, e nonostante una faticosa giornata sui treni per compiere comunque l'inutile tentativo di trovare un volo, devo annullare tutti gli incontri programmati per questa settimana in Sardegna.

Mi dispiace davvero.

18 aprile 2010

Grigio di Baghdad

Grigio di Baghdad 

di Alberto Masala
Parto da Baghdad con i suoi 1400 checkpoints in una triste prima mattina di pioggia che rende ancora più plumbeo il grigio del cemento e più fangosa la polvere marrone degli sterrati. Il grigio qui non è più un colore: è una condizione mimetica che pervade lo sguardo appiattendolo in visioni disperate. Anche il respiro è razionato a brevi dosi in un soffio d'angoscia senza mai distesa. Nell'ultimo tratto, mentre il Toyota s'infila nel percorso obbligato tra i blocchi di cemento, penso alla generosità di Nicola Calipari ed alla forza di Giuliana Sgrena che ha scelto di tornare fra questa gente. Era marzo, sono passati giusto 5 anni. Mi guardo attorno e non riesco a pensare ad altro. Dov'era appostato Lozano? A che punto del percorso ha sparato?... è un'orribile sensazione percorrere uno spazio dove qualcuno ha ucciso, è un peso che arriva al cuore come se la stessa terra rifiutasse di inghiottire quel momento e lo rendesse materia solida, pesante e difficile da attraversare. E non si arriva mai... 14 passaggi, gli ultimi, dall'accesso dell'aeroporto al portellone dell'aereo: mettiti in fila, passaporto, apri la valigia, fatti perquisire, chiudi la valigia, togli la giacca, vuota le tasche, passa al metal detector, qualcosa squilla... la cintura, i bottoni metallici della camicia... lo scanner... ok, rivestiti, rimetti tutto in tasca... avanti il prossimo. Posso partire dall'Iraq. Sono illeso, le uniche tracce che esporto stanno nel profondo e mi hanno solcato l'anima lasciando detriti incancellabili. Ho visto poco e quasi tutto dai finestrini del pullman che ci ha portava sempre scortato da due pickup pieni di armati.

Dov'ero? A Bassrah (Bassora) al festival nazionale di poesia Al Marbid (o Marbed, Marbad, Marbadi, Marbeda nelle sue declinazioni...), e a Baghdad per una coda finale invitato dal Ministero della Cultura iraqeno. Il segnale di ripresa della “normalità” in un paese che vuole ricominciare a comunicare la propria capacità di produrre arte e pensiero. Il primo evento culturale, orgoglioso e fragile, persino prematuro e inattendibile dopo tanta guerra che tuttora non può dirsi finita... E per la prima volta il festival della poesia iraqena, interrotto da anni, si apre agli stranieri nel nome di Buland Al-Haidari, morto nel 96, innovatore di poesia e difensore dei diritti umani. Nel segno della libertà di espressione multiculturale. Un centinaio di poeti iraqeni, tutti i migliori, anche donne in una bassa percentuale di quota rosa perfettamente europea. Una grande assenza: Sa‘di Yusuf, l'enfant-terrible difficile da governare, indomabile, resistente, e, peggio, perfino comunista... (chissà cos'avrà combinato per non farsi invitare...). Nonostante i molti chiamati da Muniam al Fakir (poeta che vive a Copenhagen) e Aqeel Mindlawi (funzionario che si occupa del festival), solo uno sparuto gruppo di stranieri ha l'audacia di arrivare lì. Non ero l'unico italiano: c'era Anna Lombardo, amica poetessa da Venezia. E, per citare alcuni poeti, Jack Hirschman con Agneta Falk, cari vecchi compagni di tante vicende, Eric Sarner (filmaker francese ora in Uruguay), gli spagnoli Angel Petisme (cantautore) e Maurilio de Miguel (scrittore e giornalista), Kamal Akhlaki dal Marocco, Bayan Al Safadi dalla Siria ...

Bassrah, città dell'estremo sud alla foce dello Shatt-el-Arab, il Fiume-degli-Arabi formato dalla confluenza del Tigri con l'Eufrate dove finisce la Mesopotamia, sta giù nella tormentata strettoia sul mare tra Iran e Kuwait. Per tre giorni letture di continuo. A lato anche due mostre: pittura e fotografia, notevole questa per la presenza di un interessante ritrattista e di un reporter che lavora per la Associated Press. E tre concerti: sinfonico (miracolosa esecuzione di “Quadri di un'esposizione”), folklorico, e classico con l'orchestra nazionale di Oud.
Insomma, sono stato lì e ne sono tornato indenne. L'amorosa e allegra brigata che ci scortava aveva attenzioni e presenza quasi eccessiva, o almeno così pensavo all'inizio di quella scrupolosa preoccupazione e della ricorrente domanda degli intervistatori: “Vi sentite sicuri? abbastanza protetti?”
Ma a Baghdad ho capito e provato riconoscenza per tanta accurata protezione. Nella notte mi mostrano un hotel bersaglio del fuoco americano: ha un'ala spenta, scura, come un gigante stordito la cui bocca spalancata, mi dicono, era la sede di Al Jazeera. Per le strade nessuno. Dalla finestra al quarto piano del mio albergo decaduto, polveroso e fatiscente, vedo lo scorrere del Tigri e, all'improvviso, fiammate di colpi sull'altra sponda. “Oggi sono arrivati i risultati elettorali”, penso. Ci si abitua a tutto? No. Alla guerra no. Ai morti che ancora si producono ogni giorno senza far notizia, alla fierezza dolce di un popolo innocente che cerca di mantenersi in piedi nel dolore, alla dignità dei suoi poeti e intellettuali feriti in maniera insanabile nello spirito, ai quei bambini che ci accolgono cantando nel teatro circondati da militari armati, ai carri armati leggeri ad ogni incrocio, alle pericolose facce da rambo dei contractors... a questo non ci si può abituare. Ne sono per sempre testimone. Di rabbia. Per il mio paese interventista che ha acriticamente sostenuto una menzogna sporca di business e petrolio. Di orrore. Per la vigliaccheria di chi l'ha sostenuta giustificando l'occupazione. Di ribrezzo. Per l'arrogante presunzione di chi pretende di esportare democrazia in una terra che sa di essere culla della civiltà. Di disgusto. Per una crudele sub-cultura che millanta valori morali ma pensa agli affari. Che cosa siamo diventati? Provo dolore. Davanti ho l'umanità di chi, pur nella sofferenza, sa accogliermi con affetto e rispetto.

Ora so che niente è sprecato. La solidarietà attiva serve davvero specie se si ha l'occasione di poterla trasformare in presenza. Infatti, pur sapendo di rappresentare solo me stesso, sentivo l'enorme spinta emotiva di migliaia di persone che testimoniano la loro opposizione alla guerra. Di questo hanno bisogno: traducevo un gesto d'amore collettivo per continuare a nutrire il coraggio di chi resiste. 


SCHEDA DELL'EVENTO

Al Marbid, l'importante festival nazionale della poesia in Iraq, si svolge a Bassrah ed è voluto e sostenuto dal Ministero della Cultura. Interrotto per tanti anni, quest'anno ha ripreso con la 7° edizione intitolata al poeta kurdo-iraqeno Buland Al-Haidari scomparso nel 1996 dopo 30 anni di esilio. Lo slogan dell'edizione 2010 è: “Per una cultura nazionale della libertà di espressione e della multiculturalità”. In tre giornate vengono ospitati poeti iraqeni di tutte le provenienze, città e culture nazionali (kurdi, turcomanni, arabi, ecc...). Per la prima volta erano presenti anche poeti non Iraqeni. Gli invitati stranieri erano: Jack Hirschman (USA), Agneta Falk (Svezia/USA), Angel Petisme e Maurilio de Miguel (Spagna), Eric Sarner (Francia), Alberto Masala e Anna Lombardo (Italia), Sejer Andersen e Kristen Bjornkeer (Danimarca), Bayan Al Safadi (Siria), Kamal Akhlaki (Marocco), Ali Akbaş, Osman Çeviksoy, Nekdet Karasevda, Fatih Şahir, Imdat Avşar, Ayten Mutlu (Turchia). Si è svolto nei principali spazi culturali di Bassrah: Teatro Nazionale, Auditorium, Casa della Cultura. In parallelo anche mostre di arte visiva e concerti.


questo articolo è stato ripreso

* dal sito di Sardegna Democratica
* dal sito di Milanocosa
* dal blog di Angel Petisme (poeta e cantautore spagnolo, pacifista e antimilitarista, caro compagno di avventura in Iraq)
* dalla rivista on-line Sagarana