Si tratta comunque del mio cuore che imperterrito trova continuità e vuole protendersi all'errore scegliendo di compierlo ancora, ma in modo sempre più naturale.
Errore? ... vagamento erratico.
Vagare... muovere... andare ciecamente al bisogno di luce.
Il poeta è facitore di luce.
Pur se abbagliato d'amore, abbacinato di passione, annebbiato di eccessi, abbuiato di dolore, oscurato dalla perdita, abbrunato dall'assenza, il poeta crea ciecamente la luce e la dispone per poterne amministrare anche l'ombra.
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07 marzo 2009

a sos sardos (con traduzione)


Finita di improvvisare alle 14,07 in risposta (affettuosa) a Nanni Falconi su Corona de Logu. E' scritta in logudorese di Pattada, lingua di Nanni, in endecasillabi per essere cantata "a tenore", e se qualcuno tenta di normalizzarla nde li sego sas francas a mossu (gli stacco le mani con un morso).


La torramus a iscrier sa limba sarda
chin maigàntas peraulas noàles?
Barrìadu nos amus chentu males
chi siccana sa zente che pilarda.

Su chi fit muntonalzu o’est nucleare
e-i s’alga cheret battijada iscòria,
cun sas bases nos an’ fattu s’istoria
de custa terra e finas de su mare.

Si primma su perigulu fit runza
como est tumore, com’est leucemía,
falat s’irrustragliada a chie si sìat…
Bessída nos el vona cust’incunza!

Non chilchedas a chie ch’ettare gulpa:
cust’est su jogu, chi siat feu o bellu.
Semus da-e sempre che pett’e masellu
ma non b’at pius ite nd‘ogare pulpa.

E crétas sa Sardigna iscalmentada?
Macché! “Sos males no los mandhat Deus…”
Mancari chi l’iscudan’ mal’e peus
parat sa barra pro s’istuturrada.

Sardigna pesa, ischída Sardigna,
move como, e ponebi s’afficcu
lassa sa cotilèsa a su burriccu
e mústra chi ses zente balu digna.

alberto masala, 6/7/09


ed ecco la traduzione italiana:

Vogliamo riscriverla la lingua sarda/ con tante parole nuove?/ Ci siamo messi in spalla cento mali/ che seccano la gente come si seccano i pomodori o la frutta.

Ciò che era immondezzaio oggi è nucleare/ e la spazzatura bisogna ribattezzarla scoria, / con le basi hanno scritto la storia/ di questa terra e perfino del mare.

Se prima il pericolo era rogna/ oggi è tumore, oggi è leucemia,/ la falce può scendere su chiunque …/ Abbiamo fatto proprio un bel raccolto!

Non cercate su chi gettare colpe:/ è questo il gioco, brutto o bello./ Siamo da sempre carne da macello/ ma non c’è più polpa da cavare.

E crederesti che la Sardegna sia scottata?/ Macché! “I mali ce li manda Dio…”/ Anche se la bastoni malamente/ offre la guancia per il ceffone.

Sardegna sollevati, svegliati Sardegna,/ muoviti subito, e usa il cervello/ lascia l’ottusità all’asinello/ e mostra che sei un popolo che ha ancora dignità.

scritto per

05 marzo 2009

a quattro a quattro



La Sardegna, dicono loro, è il posto ideale per il nucleare: è al riparo dai terremoti, e, immaginano, anche al riparo dai sardi.

dimostriamogli il contrario

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Quando Ugo C. cercava voti, dichiarò che «nessuna centrale nucleare verrà costruita nell'Isola: se vorranno farlo, dovranno passare sul mio corpo». Intanto bisognava liberarsi di Soru e dei suoi sostenitori che avrebbero costituito un fastidioso ostacolo.

Immediatamente, senza neanche una giunta nominata, si presenta la candidatura della Sardegna come luogo dove concentrare le quattro centrali "necessarie" all'Italia che Berlusconi ha trattato con Sarkozy. Ho attinto la notizia da un articolo di Marco Mostallino sul Giornale di Sardegna di giovedì 5 marzo.

Tutto ha origine dalla consulenza che Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha fornito ieri al governo Berlusconi. In sintesi la sua relazione afferma che «La Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico», Aggiungendo:«La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare lì tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia...».
Scrive Mostallino:
"La Sardegna è terra antica, stabile, dove le scosse di terremoto sono rare e leggere. Ecco che un sistema delicato e potenzialmente devastante come una centrale nucleare nell'isola, secondo Boschi, sarebbe sistemato bene, al riparo da eventi sismici catastrofici. Così non una ma quattro centrali potrebbero trovare spazio nella regione".

Eccoci qua. Al punto. Oltre le servitù militari ora avremo anche le servitù nucleari imposte manu militari da uno Stato al quale la Sardegna appartiene solo in quanto terra deli peggiori progetti: speculazione, cemento, militari, scorie.

Ora assisteremo al gioco delle parti. Ve ne anticipo una previsione.

1. Ugo C. fingerà di opporsi.
2. Berlusconi lo richiamerà dolcemente e fermamente al dovere.
3. lo Stato imporrà la sua scelta con grande esposizione mediatica e schieramento di truppe.
4. La provincia di Oristano sarà la prima candidata. Se la resistenza degli abitanti (a forte maggioranza centro- destra) non sarà sufficientemente ferma, la prima centrale si farà lì.
5. Poi si proporrà Perdasdefogu, tanto lì c'è poca gente e già molto minata nel fisico dalle sperimentazioni con l'uranio impoverito.
6. Sarà più difficile invece proporre Ottana, Sarroch, o Porto Torres... troppa gente, troppi fastidi.
7. Ma soprattutto, risolveranno il problema delle scorie nelle già scavate miniere del Sulcis (altro luogo dove il centro-destra ha vinto).

Non sottovaluterei quest'ultima ipotesi perché pare che sia proprio questo ciò che Sarkozy ha chiesto a Berlusconi: un aiuto a smaltire in un luogo che solleverebbe la Francia dal problema. Sulla questione scorie esiste il segreto di stato, dunque non devono neanche comunicare che le porteranno: lo faranno e basta (se glielo permetteremo).

Questa è solo la prima puntata. Ora chiedo a quei miserabili che hanno sostenuto Cappellacci di dire qualcosa in proposito. E' questo il nostro futuro? Se ci fosse giustizia dovreste essere voi i primi ad essere premiati dalle scelte che avete voluto. Se dovrà succedere, vi faccio i miei più sentiti auguri. Io lotterò perché non succeda, e sono certo di trovarmi di fronte molti fra voi come avversari, ma anche molti altri a fianco. Anche se avrò la tentazione di considerarvi dei poveri cretini, lotteremo insieme.

Intanto aggiungo due cosette: a detta di Rubbia, il nucleare è la peggior scelta che si possa immaginare per risolvere il problema dell'energia. E' il più dispendioso, crea scorie e non produce indotto né lavoro sul territorio in cui viene installato. Dato che ci vogliono almeno dieci anni e tanti soldi prima che sia operativo, prevedo che nel frattempo la Sardegna serva soltanto ad essere riempita di scorie che nessuno vuole. Esistono alternative migliori. Riprenderemo il discorso con più lucidità. Intanto, prepariamoci a resistere.